Islanda – diario di viaggio – parte 3/3

             27 giugno 2014             

Siamo diretti a Stykkishólmur, il viaggio dura un po’, ma facciamo in tempo a fare tappa alla collina di Helgafell.  Si dice che qui sia sepolta un eroina di una saga islandese. Attenendoci alle istruzioni della leggenda legata a questo posto, la scaliamo in silenzio senza mai voltarci, una volta in cima rivolgendoci a est, con cuore sincero, esprimiamo tre desideri.

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Stykkishólmur è
veramente carinissima. Una cittadina affacciata al mare tranquilla e colorata con un modesto porto, barche e barchette sembrano giocattoli. Mangiamo in un bellissimo e buonissimo ristorantino di fronte al porto (Sjavarpakkhusid), vicino alla casa gialla che appare anche nel film “I sogni segreti di Walter Mitty“. l’atmosfera è molto rilassante. Visitiamo un negozio di maglieria locale e ne approfitto per acquistare un cappellino di lana beige e bordeaux. Continuiamo a esplorare, visitiamo uno studio artistico di ceramica, “leir 7,”  un posto con un’ energia incredibile e ceramiche con stile contemporaneo davvero belle.

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Dopodiché facciamo un giro in barca, è piacevole perché oltre a essere una giornata con il sole, la brezza di mare è sempre rilassante. Isolette deserte abitate solo da pulcinella di mare, faraglioni neri a non finire, zuppe di pesce a bordo.

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Torniamo a casa con sottofondo i Sigur Ros

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             28 giugno 2014             

Ultimo giorno sulla penisola di Snæfellsnes. Decidiamo di guardare le zone vicino a casa ovvero Hellnar e Arnastapi.  A Hellnar vediamo labirinti di scogliere, spiaggie di sassi e una grotta abitata da miriade di “Rita” così sono chiamati i gabbiani in Islanda, starnazzano e stridulano tutto il tempo. Un uccello casinista e sgraziato. Le belle pietre di basalto lavico sono imbrattate dalla loro merda solidificata bianco a spruzzo. un contrasto stridente. Ci incamminiamo nel percorso roccioso che collega Hellnar ad Arnastapi, incontriamo giovani viandanti che ci porgono il saluto con un sorriso. “Hello!”. È bello da sentire. Però la strada è davvero dissestata e fangosa, diventa molto faticoso proseguire così torniamo indietro per goderci il panorama e mangiare una buona fetta di torta alla carota sorseggiando un caffè, davanti una vista da sogno.
Sconfitti nell’orgoglio, ma con gli stomaci soddisfatti andiamo in macchina ad Arnastappi. Belle le scogliere sul mare con archi di lava solidificata dalle forme incredibili, buchi a cerchio perfetto, qui la natura non si è risparmiata con la creazione di sculture così magnificenti. Peccato che per andare via veniamo aggrediti dai soliti uccelli cattivi che non ci danno tregua fino a che non raggiungiamo la macchina.
Siamo in anticipo sulla tabella di marcia, allora decidiamo di andare a vedere la spiaggia dorata di Skarðsvík. Anche se il cielo è bianco e piatto, la spiaggia risulta stupenda! Sabbia giallo ocra in contrasto con le acque color verde smeraldo e scogli neri.  Mai ho visto spiaggia più bella. Ci siamo solo noi. Ognuno sceglie il proprio scoglio su cui meditare e riposarci. Sento di respirare bene. Sto benissimo. spiaggiaoro-1

Abbiamo tanta fame (17.00) e andiamo in cerca di cibo. Riusciamo a mangiare all’ Hobbithinn di Holasvik, ci fa ridere l’ambiente, vediamo uno scorcio di Islanda “contemporanea” da questo “kebabbaro” vichingo con video di MTV e qualche hipster in giro, fuori un camioncino di latte con un creepy lattaio vestito anni 50 (?!). In giro ovviamente nessuno. Torniamo a casa e ci rilassiamo un po’. La sera alle 10:00 spunta finalmente il sole (?) così approfittiamo di questo evento per andare a Hellnar per goderci il panorama del mare con alle spalle il famoso vulcano magnetico meta di hippie (centro di energia della terra) e ambientazione del romanzo di Jules Verne “Viaggio al centro della terra” lo  Snæfell . Il sole illumina tutto facendo uscire fuori dei colori meravigliosi il mare è di un blu intenso. C’è magia!

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Io mi allontano un po’ dal gruppo e faccio un filmato al ghiacciaio dello Snæfell con il sole che sta per nascondersi dietro. A casa scopro che nel filmato fatto è presente una sferetta luminosa che si muove indipendentemente sia dal riflesso del sole che dalla telecamera del telefono. Che sia una fata, abitante del “mondo nascosto”?

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             29 giugno 2014             

Ci svegliamo e puliamo la casa prima di lasciarla definitivamente per spostarci a Reykjavik. Siamo un po’ in ritardo sulla tabella di viaggio. Partiamo alle 11. Mangio un pylsur a un autogrill, ma nessuno sarà mai buono come quello mangiato a Skogafoss. Arriviamo in poche ore a Reykjavik, alloggiamo al Kex hostel un ostello molto molto hipster e anche se lo stile è particolare, l’odore dell’edificio, il freddo , i bagni un po’ trasandati …non me lo fa amare. Jabba straodia la nostra camera con i letti a castello dice che gli ricorda una camerata russa. Si chiede “dov’è la mia Islanda?” (frase tormentone di tutto il giorno). Usciamo subito. Vediamo la via principale che è piena di negozi di design, moda, dischi, pub e caffè. Esteticamente mi piace molto! Ogni angolo ha qualcosa di colorato e caratteristico, si respira energia positiva e rilassata. Penso che sia una città in cui mi piacerebbe vivere. Incontriamo anche dei gatti che gironzolano tranquilli sulle vie principali e non badano agli umani. Se ne vedono un bel po’ qui, il che rende questa città ancora più bella.

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Ci infiliamo in un pub per una meritata birra da Bravò. Bello l’arredamento, la musica e l’atmosfera. Mi sento quasi del posto. Infine andiamo a concludere la serata mangiando una zuppa dentro una ciotola di pane al Svarta Kaffið. Buono! Ci piace! Abbiamo le pance piene torniamo in ostello, sempre con la solita luce insolita (penso che a casa morirò quando vedrò il buio). È tutto così leggero e rilassato. Ho anche due birre in corpo. ho un sorriso ebete.
Prima di andare a dormire ci accomodiamo nella “lounge” del Kex a  bere the e compilare le cartoline trash da spedire a parenti e amici . Rido tanto a vedere il Jabba e Rice comporre con le lettere magnetiche sulla lavagna/bacheca a disposizione degli ospiti  suca forte” sotto una certa “Marisa” composto precedentemente da qualcuno per segnare il suo passaggio! hahaha! A me poi spetterà il letto in alto.

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             30 giugno 2014             

Oggi, che giorno meraviglioso! Ci attende la tanto sognata Blue Lagoon! Dopo una colazione rilassata e un caffè in centro a Reykjavik, prendiamo macchina e costumi (e giacca a vento) e arriviamo alla Blue Lagoon a Kefklavik. Acqua celeste intenso abbagliante in contrasto con il color nero delle rocce vulcaniche. Un sogno. Acquistiamo il nostro pacchetto “lusso” con accappatoio, asciugamani e prodotti di bellezza, ci cambiano ed entriamo. Fuori un freddo incredibile, ma non ci badiamo troppo siamo meravigliati dalla vista di questo paradiso. Finalemente ci immergiamo e l’acqua è calda, mio Dio, piacevolmente calda. Un enorme display ci informa che in acqua ci sono 38°, fuori  11°. Non crediamo a quanto stiamo bene. Continuiamo a dire “che bellezza“, “che sogno“, “lasciatemi qui per sempre”.  Andiamo a prendere il nostro drink di benvenuto  (una granita blu chiamata Krap) incluso nel prezzo al bar proprio in mezzo alle acque. Ci spalmiamo anche il silicio, una fanghiglia che fa bene alla pelle, io e Jabba sembriamo due fantasmi.
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Ci rilassiamo poi nella sala benessere all’interno, il tempo necessario per riprenderci dallo sbalzo termico e poi ritorniamo nel nostro brodo bellissimo. Ci dispiace uscire, ma siamo soddisfatti! Mangiamo del sushi al bar della Blue Lagoon e torniamo a Reykjavik. Trascorriamo del tempo a zonzo  tra negozi di musica e vestiti vintage, poi cerchiamo un posto dove mangiare. A me e Rice viene in mente che potremmo andare da Snaps un ristorante dove un’amica di Rice una volta aveva sorpreso Bjork a mangiare lì! Lo troviamo, ma sembrerebbe non ci siano posti e bisogna aspettare. Un po’ delusi andiamo a cercare un altro ristorante, proviamo con uno consigliato da un islandese, ma una volta entrati e letto il menù non ci convince. Siamo in fissa con Snaps . Torniamo da Snaps decidendo di aspettare, alla fine veniamo ripagati, ci danno due tavoli vicini ma separati da una colonna di legno. Il Jabba e Rice non si vedono!

bjork-illNel bel mezzo della cena, molto soddisfacente, scherzando anche sul fatto di vedere Bjork,  Jabba dice in tutta tranquillità: “oh è entrata Bjork. Quella vera“. Io, Rice e Dewa ci voltiamo ridendo pensando a una battuta scema e invece abbiamo un mini infarto. Cosa? Non ci crediamo! E’ lei. Ed ha preso un drink con dei suoi amici Vichinghi al banco. Che emozione! Titubiamo se andare a chiederle una foto, ma alla fine lasciamo perdere, non vogliamo disturbarla. Vedere lei in Islanda nel suo contesto naturale ha dato un tocco di magia in più al nostro viaggio! e siamo molto felici! cosa potevamo chiedere di più?

Tornati al Kex, scattiamo un po’ di foto stupide in una saletta adibita come una classe elementare di tempi andati e ovviamente ridiamo un sacco del nostro servizio fotografico.
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             1 luglio 2014             

Giorno della partenza. Nessuno di noi vorrebbe tornare. Vorremmo ancora vedere di più di questa magnifica terra ed esplorare sia il sud che l’est dell’Islanda. Alle 9:00 siamo in aeroporto. Facciamo una lunga colazione aspettando che apra il gate. Parliamo di come il tempo sia volato in un istante. Abbiamo passato 10 giorni intensi e pieni di esperienza. È brutto il pensiero di separarsi. Dentro in aeroporto mi distraggo con un po’ di shopping (il souvenir che compro è il Brennavin, un alcolico islandese detto anche la morta nera), mangio l’ultimo pylsu e sono sull’aereo. Il volo è più tranquillo rispetto all’andata, lo soffro di meno. Il ritorno in Italia di notte è strano. C’è umidità e caldo moderato. È strano anche andare a dormire nel proprio letto di sempre. Con il buio.

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