Islanda – diario di viaggio – parte 2/3

             24 giugno 2014             

Giornata piovosa e grigia. Ci svegliamo tutti stanchi e doloranti. Andiamo a vedere il parco nazionale di Þingvellir e la frattura delle due placche continentali (nord americana ed euroasiatica) . Oltre a essere conosciuto per il luogo dove fu fondato il primo parlamento democratico al mondo, in questo posto nell’antichità sono avvenuti fattacci davvero brutti, molto esecuzioni capitali, tra cui esecuzioni legate alla caccia alle streghe, donne chiuse in sacchi con gatti lasciate annegare nel fiume. Sarà stato il cielo tetro coperto, sarà stata la storia, la stanchezza, ma questo posto mi trasmette sensazioni negative. Ritorniamo indietro ripercorrendo la rassicurante Ring Road, finendo per mangiare da Kaffi krùs, un accogliente cafè con WiFi. Il WI-FI soprannominato in questo viaggio “male del mondo” esercita il suo fascino da connessione con il mondo che ci siamo lasciati dietro. Controllo Facebook e Instagram ma mi pento subito. Penso a quanto sono stata bene e super concentrata senza internet. Mi sconnetto. Mi sento meglio. Torniamo a casa, ultimo giorno di jacuzzi alle 22:30, a letto alle 00:30.

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             25 giugno 2014             

Quinto giorno. Lasciamo la casa di Burghy (il nostro soprannome affettuoso per il nostro padrone di casa vichingo). Rice lascia un biglietto di saluti nel guest book con disegnati noi nella jacuzzi. Ci dirigiamo verso la seconda casa situata nella parte a ovest dell’isola esattamente a Hellnar . Decidiamo di percorrere la strada bianca 52, una strada segnata come “S”, ovvero non coperta dalla nostra assicurazione, ma ce ne sbattiamo, perché abbiamo capito che le strade impervie sono anche le più belle,con i panorami più incredibili. Ed è così. a ogni km rimaniamo con la bocca aperta, si passa da paesaggi lunari a distese di prati fatati. Capitiamo in mezzo a dei monti con una cratere pieno d’acqua, ci dobbiamo fermare, la purezza del posto e dell’aria, il beato silenzio (qui ho capito cos’è il silenzio) ci mette fame e improvvisiamo un picnic.

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Continuiamo il viaggio in macchina, viste infinite, strade deserte, solo ogni tanto pecore che ci attraversano la strada. Arriviamo alla penisola di Snæfellsnes , dal finestrino scorrono paesaggi surreali pieni di rocce laviche ricoperti da vellutati strati di muschio giallo fluorescente che sembra quasi formaggio fuso. In alcune rocce ci vedo tantissimi troll. La sera andiamo a mangiare al Hótel Búðir, un suggestivo Hotel dallo stile coloniale esploratore, molto raffinato. Mangiamo un ottimo salmone e pane con burro al tartufo soffice e delicato disposto su una pietra lavica proveniente quasi certamente dalla spiaggia, una squisitezza e un piacere per gli occhi! Dopo aver visitato un cimitero vichingo torniamo nella nostra seconda casa, una casetta nera con interni bianco e nero, molto minimal. Ci guardiamo un film e in un attimo si fanno le 2:00.

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             26 giugno 2014             

è un giorno molto freddo, per di più piove. Ma questo non ci ferma dall’ esplorare Malariff, scogliere nere scoscese sul mare, per poi raggiungere attraverso un percorso difficoltoso i due pilastri giganti rocciosi di Londragar uno delle quali ricorda una faccia tristissima (la gente del luogo pensa siano i tempi utilizzati dagli elfi). Scopriamo un parco giochi di legno con carrucola, in fondo c’ è un faro. diamo libero sfogo al gioco.
viaggio in islanda
Poi torniamo di corsa a casa perché dobbiamo cambiarci, siamo fradici di pioggia e stanchi dalla camminata faticosa. Nel pomeriggio decidiamo di farci un giro in macchina anche se piove almeno ci guardiamo il paesaggio. Sbuca fuori un po’ di sole. Arriviamo a Hellissandur, un piccolo villaggio di mare che sembra abbandonato. Qui ci attaccano degli uccelli, molto aggressivi, siamo costretti a ripartire. Superiamo Rif e Olafsvik per arrivare al monte Kirkjufell, la montagna più fotografata d’Islanda! Una bellissima montagna che si erge a punta nel cielo anche se il manto di erba che la ricopre (almeno d’estate) le conferisce un aspetto morbido. In “I sogni segreti di Walter Mitty” è presente nella scena in cui fa skateboarding in Islanda.

Di sottofondo musicale in macchina abbiamo Bjork che rende il nostro viaggio più emozionante.

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